
EQUAL SALARY, SPINZI (FISASCAT CISL PUGLIA): “IL PROFITTO PASSA DALL’INVESTIMENTO DELLE RISORSE UMANE E SPECIALMENTE DELLE DONNE”
Il segretario pugliese interviene alla cerimonia della consegna della certificazione Equal Salary al gruppo gdo Maiora
“Il profitto non si basa solo attraverso la marginalità stretta, ma passa attraverso l’investimento costruttivo delle risorse umane, delle persone che ci lavorano dentro”. Così Luigi Spinzi, segretario generale Fisascat Cisl Puglia, intervenendo alla cerimonia di consegna della certificazione “Equal Salary” data al gruppo gdo pugliese Maiora srl –Despar Centro Sud, mercoledì 22 giugno a Bari. La certificazione, conferita dalla Equal Salary Foundation, attesta attraverso un processo di analisi e studi l’assenza del gap retributivo tra dipendenti uomini e donne, queste ultime penalizzate da retribuzioni minori del 10-20% rispetto ai loro colleghi, specialmente nel Sud Italia.
Spinzi ha proseguito: “Occorre dare valore ai talenti: noi diciamo sempre che il talento non ha prezzo, e quindi investire nelle risorse rimane è il salto di qualità che bisogna fare. In un settore dove l’incidenza del lavoro femminile è maggiore – la Grande Distribuzione, le cooperative sociali, la ristorazione collettiva – molto spesso un tema di discussione è il part time involontario, dove la scelta del tempo di lavoro è dettata da non dalla volontarietà ma dall’imposizione. Da questo punto di vista il dibattito all’interno della nostra organizzazione, come Cisl in primis e come Fisascat, è sempre aperto. Veniamo da una stagione congressuale in cui il tema della parità di genere è stato al centro delle discussioni. Noi fungiamo da pungolo, da stimolo per la scelta legislativa sia a livello nazionale che regionale. La settimana scorsa abbiamo avuto un meeting con l’Assessore regionale al Welfare Rosa Barone sul tema delle politiche di genere. Come “core business” noi sindacato abbiamo la contrattazione, per cui i contratti collettivi, tra cui quelli più recenti della Gdo hanno nella politica di genere un peso importante, che parte dall’art.15 e successivi del Codice delle Pari Opportunità, dove si parla di dialogo sociale e di pari opportunità attraverso la costruzione dei temi bilaterali”.
La contrattazione – ha continuato il segretario pugliese Fisascat – ormai non è più solo un sistema di dati e di numeri, ma è un tessuto all’interno del quale il welfare contrattuale viene costituito. Gli enti bilaterali, che nel periodo della pandemia sono stati di supporto a tutti i lavoratori, costituiscono un elemento importante, anche di confronto, sul tavolo negoziale tra parti sociali in senso costruttivo, attingendo quelle che sono le risorse messe a disposizione dalle aziende e dai lavoratori per dare sostegno alle genitorialità e alla parità di genere in senso complessivo. Vorrei ricordare anche altri livelli di contrattazione, quello regionale, territoriale, pensando in particolare al settore delle cooperative sociali dove l’incidenza del lavoro femminile è importante e a livello aziendale noi abbiamo da sempre agito. Il titolo del nostro congresso della Fisascat è stato “Il futuro nel solco della contrattazione: è giunto quindi il momento in cui parlando di persone approfondiamo i temi della contrattazione a livello aziendale attraverso una contrattazione spinta e con quelle aziende in cui è possibile trovare soluzioni, perché poi a beneficiare della certificazione come quella odierna non è solo l’azienda, ma sono tutti i lavoratori. Spinzi ha inoltre ricordato che “Il contesto lavorativo è il più importante in cui una persona trova il proprio sviluppo, insieme alla famiglia, e ovviamente mette a disposizione dell’azienda le proprie capacità. In questo senso il lavoro della Cisl e della Fisascat è sempre sul tema. Riguardo il futuro – ha concluso – questo è per alcuni tratti già tracciato: la Regione Puglia è performante dal punto di vista normativo; ora bisogna fare in modo che le forze che sono a disposizione vengano messe su strada e si creino le condizioni affinché i servizi rendano la prestazione lavorativa più semplice e più accessibile. Da un punto di vista contrattuale si avvia la stagione dei rinnovi e abbiamo parlato di “salto valoriale”. Il vulnus della contrattazione è stare nella gestione dei tempi, nella conciliazione dei tempi di lavoro e di vita. In questo senso l’approccio deve essere dare un valore alle persone e ai tempi di lavoro. Se ragioniamo in termini asettici di risorse produttive, di marginalità, molto probabilmente non stiamo facendo un buon lavoro. Se invece nell’approccio al lavoro diventiamo costruttivi e riusciamo a valorizzare le risorse con gli strumenti del welfare, la formazione, la qualificazione delle competenze, invece andremo nella giusta direzione e costruiremo un tessuto contrattuale nazionale e bilanciato poi all’intermediazione aziendale, cercando di far sì che probabilmente tra qualche anno parleremo in maniera diversa di parità di genere”.